Tito Chini torna al Padiglione delle Feste

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Venerdi 14 giugno, apre al pubblico nella “bomboniera” del Padiglione delle Feste delle Terme di Castrocaro la mostra dedicata a Tito Chini, l’artista artefice delle edificio termale per eccellenza. Il complesso degli edifici delle terme castrocaresi, volute dal regime fascista, sono l’espressione più completa dell’artista di Borgo San Lorenzo esponente di spicco dell’Art Decò. La mostra è sostanzialmente la visita al Padiglione delle Feste nel quale l’artista borghigiano ha rappresentato al meglio l’art-decò decorando e allestendo ogni dettaglio attraverso un linguaggio fiabesco “moderno” e di rottura. Oltre ad alcune tavole preparatorie del Chini sono nuovamente esposti i pannelli ceramici rappresentanti i lavori della terra caratterizzati da segni dello zodiaco realizzati per la parte superiore del padiglione, restaurati alcuni anni fa.

Beatrice Sansavini, coordinatrice delle attività culturali dei gestori delle terme castrocaresi, ha spiegato che l’iniziativa della mostra su Tito Chini vuole comunicare il concetto che il Padiglione delle Feste è patrimonio artistico del territorio quindi bene comune da valorizzare in continuità con il recente restauro delle vetrate. Ulisse Tramonti, storico dell’architettura e curatore dell’esposizione, ha ribadito che il Padiglione mostra se stesso nella sua raffinatezza decorativa.

Accompagna la mostra un catalogo fotografico splendidamente illustrato dagli scatti di Giorgio Sabatini. Occorre ricordare che le opere di Tito Chini sono presenti in tutti gli edifici termali e molti altri oggetti artistici sono ancora in depositi forse tutti da esplorare, riscoprire e valorizzare adeguatamente ma come al solito la cultura è la musa sempre più priva di denari. L’iniziativa rientra, gioco forza, nel progetto ATRIUM finalizzato a realizzare una rotta culturale europea. L’aspettativa è che anche l’amministrazione comunale si renda conto dell’opportunità e si doti di una progettazione adeguata per diventare protagonista attivo per un turismo culturale vero, non delegato e privo di orpelli folcloristici.