Roberto Balzani

A meno di un anno dalle elezioni amministrative nel Pd di Forlì c’è aria di ferri corti. In Comune c’è il sindaco Balzani dall’andamento renziano e picconatore, in Parlamento a Roma c’è il giovanissimo e diplomatico Di Maio che rappresenta il nuovo, ma che sta attento alle pugnalate che potrebbero arrivare dal vecchio PD. E poi appunto il vecchio PD la cui forza attuale è sconosciuta, ma che incute ancora timore reverenziale. Sul tavolo dei problemi però ci sono gli ultimi scandali-grattacapi: aeroporto, Sapro, inchiesta Acer, Romagna Acque, il super potere economico di Hera. Insomma mica robuccie di poco conto. E così Balzani, sempre dalla sua pagina di Facebook, ricomincia a tuonare. Ecco l’ultimo suo post:

Insomma, le cose stanno così. Se, nelle partecipate in cui il Comune di Forlì è minoranza, il sindaco cerca di accordarsi sulle politiche con gli altri sindaci del territorio, sarebbe inciucio. Se non lo fa, è un isolato che non condivide la vita del territorio. Questa è la tesi del Tortello Magico, espressione dei politici di professione che governano la regione e la maggior parte degli enti locali, occupando posti e prebende relative da decine di anni. Quando i posti li perdono, in genere non restano disoccupati, ma c’è qualche generosa cooperativa o associazione di categoria che li accoglie, dando loro uno stipendio. Alla faccia dei disoccupati veri, che restano con un palmo di naso. Ora il comune di Forlì, per Romagna Acque e per Start, sceglierà persone competenti e con i titoli a posto, non pattume di partito. Se altri lo farà – Rimini, o chissà chi – se ne assumerà la responsabilità di fronte ai propri elettori. Questo è quanto è possibile fare, oggi, nel fantastico regno del Tortello Magico. Quello che ha “vinto” le elezione di febbraio.