Titolo originale: id. Diretto da Quentin Tarantino, con Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Don Johnson, Kerry Washington, Samuel L.Jackson Anno: 2012, Genere: (?), Durata: 165 minuti circa, Voto: 9.

Django è uno schiavo. King Shultz è il cacciatore di taglie che lo libera. Insieme dovranno prima trovare una banda di fuorilegge con una grossa taglia sopra la testa, poi trovare e comprare la moglie di Django, tenuta da signorotto Calvin Candie (DiCaprio). Non tutto andrà come previsto.

Una bomba. Poche righe di regressione. Nel 2009 Tarantino realizza un capolavoro assoluto (a mio parere), Bastardi senza gloria. Una sceneggiatura praticamente perfetta fa da base ad un film sorretto da una regia sicura, da interpretazioni magistrali e divertimento a iosa. 3 anni dopo arriva Django, sorta di seconda parte della “Trilogia storica” tarantiniana che si chiuderà con Killer Crows. E devo ammettere che molto raramente sono uscito così soddisfatto e divertito dal cinema… Forse solo una volta, nel 2009, coi Bastardi. I punti di forza sono i soliti di Tarantino: Dialoghi a raffica, personaggi che rimangono scolpiti nella memoria con una sola battuta, citazionismo sfrenato (Ma in questo caso tenuto sotto controllo: Tarantino non ne è succube, lo rielabora a suo piacere), sangue e inverosimiglianze meravigliosamente divertenti.

L’alfiere del post-modernismo colpisce il bersaglio di nuovo: una piccola epopea Western (Ma siamo sicuri che sia corretto definirlo western?) che conquista in ogni minuto della sua lunga durata, ispirato agli amatissimi b-movies (mai usare questa definizione di fronte a Quentin!) di Corbucci e Leone e condito con cultura “nera” in abbondanza (L’hip hop in colonna sonora!). In realtà, non tutto è perfetto. Manca l’originalità strutturale del film precedente e la trama non convince in alcuni passaggi (Le motivazioni dell’amabile Shultz sono sempre convincenti?). Inoltre la violenza, utile nel descrivere un cinismo che lascia amara la bocca, è in un paio di momenti disturbante.

In ogni caso sono solo piccole pecche, il divertimento è abbondante, il controllo del regista mirabile, l’ultima ora indimenticabile. Ce ne fossero di film così: chi ha accusato il film di razzismo non ha capito nulla, chi lo ha scambiato per un semplice film d’intrattenimento non ha notato l’abilità tecnica del miglior regista di Hollywood degli ultimi vent’anni. E notate bene: prima ancora del sangue e delle invenzioni visive, la sua grandezza sta nella sceneggiatura. Grandi attori (Waltz ancora da oscar, DiCaprio perfettamente in ruolo, Samuel L. Jackson straordinario nell’interpretare il vecchio nero razzista Stephen). Apparizioni di Tarantino (che esplode con la dinamite) e Franco Nero, il Django originale. Morricone firma la colonna sonora, Robert Richardson la bellissima fotografia. Mi fermo qui: ma vorrei dire molto di più!

Edoardo Saccone