les miserables

Amici lettori, i film del 2013 verranno in maggior parte recensiti così, in modo da creare un elenco in ordine alfabetico con tutti i film dell’anno da me visti, elenco che aumenterà di volume fino a dicembre. Alcuni film scelti verranno recensiti alla vecchia maniera e allo stesso modo non mancherò di realizzare recensioni approfondite di “vecchi” film da riscoprire, soprattutto se non hanno avuto il successo meritato. Un po’ deludente la sessione meta gennaio-metà febbraio, probabilmente perchè i film migliori (Lincoln, Looper, Zero Dark Thirty) non li ho potuti vedere. E perchè dopo Django non è facile non sfigurare! Buona lettura…

New Entry: Broken City, Die Hard – Un buon giorno per morire, Flight, Les Misérables, The Impossible.

Broken City di Allen Hughes. Voto: 7 e mezzo Mark Walhberg detective privato con qualcosa da nascondere, Russel Crowe sindaco corrotto, Catherine Zeta-Jones moglie fedifraga. Un thriller abbastanza convenzionale ma un po’ sottovalutato: si lascia guardare bene, non eccede mai, il finale non delude, attori in parte. Non che ci siano momenti particolarmente emozionanti, anzi, però da non buttare via.

Cloud Atlas di Lana e Andy Wachowski e Tom Tykwer. Voto: 7/8.

Die Hard- Un buon giorno per morire di John Moore. Voto: 4 e mezzo Quinta avventura per John McClane (Bruce Willis), alle prese con un figlio in pericolo, tra Mosca e Chernobyl: un disastro! Dovrebbe essere divertente Bruce che sbiascica ovvietà e parolacce? Forse sì, ma non lo è. Sceneggiatura orrida, trama da videogioco, personaggi ridicoli, situazioni già viste in ogni film americano degli ultimi vent’anni, ovvietà prevedibilissime. Aiuto. All’attivo solo l’inseguimento in autostrada e Sebastian Koch: troppo poco!

Django Unchained di Quentin Tarantino. Voto: 9.

Flight Di Robert Zemekis. Voto: 7 e mezzo Zemekis torna al cinema live-action dopo 13 anni! Il risultato non è deludente: Denzel Washington pilota d’aerei di linea alcolizzato compie un atterraggio spettacolare:  L’incidente non è stato colpa sua ma vengono trovati alcool e droga nel suo sangue. dopo la prima parte altamente spettacolare (secondo aereo in avaria dopo Cast Away!) si procede studiando intimamente il protagonista: cosa rara in un film americano. E due e passa ore passano senza sentirsi. Tra alcool in abbondanza e belle donne Washington realizza l’ennesima ottima interpretazione. Peccato per il finale, molto convenzionale. E i continui riferimenti a Dio non sono in parte fuori luogo?

Jack Reacher – La prova decisiva di Christopher McQuarrie. Voto: 7.

La migliore offerta Di Giuseppe Tornatore. Voto: 8.

La parte degli angeli Di Ken Loach. Voto: 8/9.

La regola del silenzio Di Robert Redford. Voto: 8.

Les Misérables di Tom Hopper. Voto: 8 Un’opera saccheggiata un’infinità di volte al cinema, questa volta in forma di musical. Il regista de Il discorso del re ha sottomano ottimi attori-cantanti (Hugh Jackman, Hanne Hataway, Russel Crowe, Helena Bonham-Carter, Amanda Seyfried e le musiche toccano il cuore. Forse si è ecceduto col digitale ma la messa in scena (tra costumi e scenografie) è ottima.

Lo Hobbit-Un viaggio inaspettato Di Peter Jackson. Voto: 8

Ralph Spaccatutto Di Rich Moore. Voto: 7 e mezzo.

The impossible Di Juan Antonio Bayona. Voto: 6 e mezzo Lo tsunami del 2004 raccontato dal punto di vista di una famiglia divisa e spaventata in una terra distrutta. Pro: visivamente molto bello, un’ottima Naomy Watts. Contro: Mancanza di un messaggio vero e proprio (la potenza distruttiva della natura, la famiglia che si divide, i sopravvissuti che collaborano: tutti episodi realistici ma in fin dei conti vuoti o almeno già visti), l’accumularsi di simboli visivi che francamente dovrebbero essere superati nel cinema del 2013 (la luce che illumina i corpi, le mani che si congiungono). I contro pesano molto.

The Master Di Paul Thomas Anderson. Voto: 8 e mezzo.

Vita di Pi Di Ang Lee. Voto: 7 e mezzo.

Edoardo Saccone