musei san domenico foto di rosalda naldi

Dal 2 febbraio al 16 giugno, i Musei San Domenico ospitano la mostra “Novecento. Arte e vita in Italia tra le due guerre“, dedicata all’arte del Novecento, dalla fine del primo decennio del ’900 alla seconda guerra mondiale, in particolare agli anni ’20 e ’30. Dopo aver realizzato la mostra Wildt. L’anima e le forme da Michelangelo a Klimt, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in collaborazione con il Comune di Forlì, intende approfondire un altro momento dell’arte del Novecento. La mostra comprende quasi un trentennio, dalla fine del primo decennio del ’900 alla seconda guerra mondiale. Ma il fuoco è sugli anni ’20 e ’30. Il “campo” offerto consente di mettere in luce tutte le tendenze, i movimenti, le avanguardie, i protagonisti, i temi, procedendo non secondo una sequenza cronologica, ma per polarità dominanti. Ne emerge uno spaccato di vita, di costume, che ben ritrae quegli anni, e che coinvolgerà anche le nuove arti: il cinema, la moda, le arti grafiche e decorative. Si tratta infatti di un periodo che presenta al proprio interno diversi movimenti: dalla pittura metafisica di “Valori plastici”, al cosiddetto “Ritorno all’ordine”, al Realismo razionale, all’arte celebrativa del regime. I nomi sono quelli di Picasso, Carrà, Severini, Soffici, Casorati, Prampolini, Balla, Sironi, De Chirico, Oppi, Sbisà, Funi, Marussig, Campigli, Donghi, Ferrazzi, Dottori, Maccari, Janni, Manzù, Guttuso, Martini, Andreotti, Fontana, Messina. Da un lato la mostra intende rievocare le principali occasioni in cui gli artisti, si prestarono a celebrare l’ideologia e i miti proposti dal Fascismo. Apposite sezioni rievocheranno la 1° (1926) e la 2° (1929) Mostra del Novecento Italiano, organizzate da Margherita Sarfatti; la grande Mostra della Rivoluzione Fascista allestita a Roma nel 1932-1933 in occasione del decennale della marcia su Roma; la V Triennale di Milano che ha visto la consacrazione della pittura murale vista come un’arte nazional-popolare che faceva rivivere una tradizione illustre; la rassegna dell’E42 a Roma che ha segnato una profonda trasformazione nell’urbanistica e nell’immagine stessa della capitale. Mentre ancora la pittura murale e la scultura monumentale vengono indagate all’interno dei cantieri pubblici, come i Palazzi di Giustizia, le Poste, le Università. La considerazione delle più impegnative realizzazioni urbanistiche, come la piazza della Vittoria a Brescia o la nuova città di Littoria, consente di capire quanto è stato realizzato a Forlì. La mostra presenta un percorso suddiviso in quattordici sezioni che toccano i temi affrontati nel Ventennio dagli artisti che hanno aderito alle direttive del regime, partecipando al concorso e accettando le commissioni pubbliche, e quelli che hanno partecipato a quel clima, alla ricerca di un nuovo rapporto tra le esigenze della contemporaneità e la tradizione, tra l’arte e il pubblico. Fino ad arrivare alla crisi di quel rapporto, nella più ampia tragedia nella quale venne trascinato il paese. Ancora una volta il percorso espositivo si articolerà all’interno delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico e nelle stanze del piano terra dove si sono tenute le sette precedenti mostre.

Orario: 
da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 19.00
sabato, domenica, giorni festivi dalle 9.30 alle 20.00.
La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura.
Chiusura: lunedì non festivo

Tariffe:
Intera: € 10.00
Ridotta: € 8.00
Speciale € 4.00 (per scolaresche – scuole primarie secondarie
Gratuità per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, diversamente abili con accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino.