Altroconsumo ha fatto partire delle diffide a Mediaworld, per le clausole vessatorie del suo contratto sui contenuti digitali, e a Feltrinelli.com, per il suo contratto di servizio degli ebook. Secondo i loro contratti di vendita, infatti quando acquisti un libro elettronico non ne sei davvero proprietario, ma acquisti solo una licenza d’uso. E il venditore se li può riprendere quando gli pare. Altroconsumo le ha considerate delle vere e proprie clausole vessatorie. Quando si acquista un ebook sul Kindle Store in realtà stai soltanto ottenendo una licenza di lettura tramite il dispositivo Kindle. Non si diventa proprietario del libro, ma è come se l’avessi preso in prestito a tempo indeterminato, difatti non lo puoi rivendere né prestare. Amazon addirittura ha la facoltà di riprenderselo, senza rimborsarti, qualora si violassero altre limitazioni. Secondo le clausole del contratto, inoltre, Amazon può, a sua totale discrezione, sospendere o chiudere l’account nel caso si sia deciso di conservare tutti gli acquisti effettuati nello spazio online che ti concede. All’improvviso, a sua discrezione uno potrebbe trovarsi nelle condizioni di non potervi più accedere, neppure provvisoriamente, magari solo per recuperare degli appunti personali. Per queste ragioni Altroconsumo ha mandato una diffida ad Amazon, chiedendo la cancellazione o la modifica delle clausole più penalizzanti (vessatorie) per il consumatore; se in un tempo ragionevole Altroconsumo non riceverà risposta (oppure le richieste non saranno accolte), il passo successivo sarà un’azione inibitoria in giudizio. Il Codice del Consumo prevede infatti la possibilità per le associazioni dei consumatori di intentare un’azione inibitoria per chiedere la cancellazione o la modifica delle clausole vessatorie dai contratti.