skyfall

Titolo originale: id. Diretto da Sam Mendes, con Daniel Craig, Judi Dench, Javier Bardem, Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Bérénice Marlohe, Naomie Harris, Ola Rapace Anno: 2012, Genere: azione, Durata: 143 minuti circa, VOTO: 7/8

Un duro momento per i servizi segreti britannici: James Bond (Craig) è stato dato per morto, l’operato di M (dench) è controllato dal bieco agente governativo Mallory (Fiennes) e un gruppo di misteriosi terroristi entrano nei computer dell’MI6 e attentano alla vita di numerosi agenti. Solo il ritorno in azione di Bond, invecchiato e fuori forma, sembra poter risolvere la questione e salvare la vita a M, apparentemente principale bersaglio dei misteriosi terroristi. E a Macau, finalmente, l’agente 007 fronteggia il suo nemico, l’enigmatico Silva (Bardem)…

Dopo Casinò Royale e Quantum of solace, Craig torna nel ruolo dell’agente segreto più famoso ed iconico del cinema (dopo Sean Connery, George Lazemby, Roger Moore, Timothy Dalton e Pierce Brosnan) e lo fa con l’ormai solita abilità nell’equilibrare nevrosi simil-umane con l’immortale caratterizzazione che il personaggio ha acquisito nel corso del tempo. Così Bond, seppur dotato del solito charme (frasi ad effetto, eleganza esasperata, capacità di salvarsi nelle situazioni più impensabili) risulta più umano e meno eroe, acciaccato com’è dalle ferite e dall’età.

E sul personaggio principale si innesta tutta una riflessione non scontata sul “vecchio modello” (Bond appunto, ma anche l’intera sua sezione, M in primis) e il nuovo (si veda il giovane Q, uso della tecnologia da parte sua e di Silva ecc.). L’altro aspetto fondamentale del film è la morale e l’importanza che l’eticità ha all’interno di un ambiente cinico come quello che fondamentalmente sono i servizi segreti. Mendes è bravo ad orchestrare l’azione e la riflessione, dirige bene gli attori (Bardem in primis), ma non ha altri particolari meriti. E infatti non tutto è riuscito, tutt’altro: le citazioni dei film precedenti sono alimentari, alcune sequenze accessorie o tirate troppo per le lunghe. Straordinario lavoro, invece, di fotografia (Roger Deakins) e di scenografia (Dennis Gassner), col recupero di alcune di location esotiche (Macau, Istambul, Shangai). Riuscito solo in parte il recupero delle origini di Bond (con il lungo finale, ambientato in Scozia), ma è un aspetto del film che potrà piacere ai fan del personaggio.

Edoardo Saccone