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Appena tirato un sospiro di sollievo sulla Bolkenstein, ecco che arriva una direttiva sul decoro del ministero per i Beni e le attività culturali che a quanto pare dice cose molto preoccupanti“, di fatto ipotizzando “la quasi abolizione del commercio su area pubblica“. E’ il timore espresso da Stefano Bollettinari, direttore della Confesercenti Emilia-Romagna, sul provvedimento che impedirebbe agli ambulanti di esercitare la professione nelle vicinanze di edifici costruiti più di 70 anni fa. Proprio tra lo scampato pericolo della Bolkenstein e i nuovi timori per la direttiva del ministro Lorenzo Ornaghi si è sviluppato, ieri a Bologna, il convegno promosso da Confesercenti e Associazione nazionale venditori ambulanti (Anva) per approfondire le prospettive del settore. Bollettinari, nel suo intervento, auspica “una battaglia che magari parta proprio da Bologna contro questa direttiva“. Il coordinatore nazionale dell’Anva, Adriano Ciolli, è già sul piede di guerra. E’ “meritorio voler tutelare il patrimonio“, ma Ornaghi pensa di farlo “togliendo gli ambulanti, perchè sono una bruttura che danneggia il decoro, insieme ai dehor“. Questo “dove? In tutti i luoghi, strade e piazze – spiega Ciolli- in cui sono presenti immobili di proprietà pubblica che sono stati realizzati da più di 70 anni“. Un’idea che ha lasciato “esterrefatti” i vertici dell’Anva, tanto che “stamattina – riferisce Ciolli- abbiamo chiesto subito un incontro con il ministero“. Procedere con un provvedimento di questo genere “significa mettere in difficoltà pazzesca anche Comuni e Soprintendenze“, continua il coordinatore, annunciando: “Dovremo fare un’altra guerra, è inaccettabile“. Ornaghi ha “emanato una direttiva che non conosciamo né noi, né le Soprintendenze né nessuno“, attacca Ciolli.

L’Anva, comunque, è certa di avere di fronte una misura “miope e irresponsabile, in base a ciò che il ministro ha detto in conferenza stampa“, continua Ciolli, liquidando il provvedimento come “un modo per incentivare gli abusivi“. Detto questo, l’associazione degli ambulanti è disponibile a ragionare di percorsi alternativi: “Possiamo studiare banchi architettonicamente compatibili con il luogo – afferma ad esempio Ciolli – perchè vogliamo essere parte del tessuto urbano“. Le città italiane storicamente “sono conformate intorno al Comune, alla Chiesa e alla piazza – commenta il presidente nazionale dell’Anva, Maurizio Innocenti – che da sempre è stata pensata come luogo di aggregazione e scambio di merci“.

Nel frattempo, in casa Anva regna la soddisfazione per l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sull’applicazione della direttive europea Bolkenstein, con criteri per l’assegnazione dei posteggi su area pubblica che tutelano gli operatori. “Siamo partiti che avevamo perso tutto e abbiamo dovuto ricominciare da capo“, ripercorre Innocenti. Al di là dei “rimpalli” verso l’Europa, “era il Governo italiano che voleva applicare la direttive così com’era, con una bozza orripilante secondo la quale gli operatori non avrebbero potuto fare più nulla“. Grazie all’intesa raggiunta, invece, a chi già esercita la professione “garantiamo un lungo futuro”, assicura Innocenti, sottolineando il “ruolo fondamentale” svolto dall’Emilia-Romagna tra le altre Regioni. La Bolkenstein tendeva ad “equiparare le nostre concessioni a quelle di Benetton per le Autostrade o a quelle per le linee aeree e marittime”, aggiunge Ciolli, “ma noi utilizziamo il suolo pubblico per un ventisettesimo della settimana“.

La Bolkenstein “ha creato molta preoccupazione per la nostra categoria“, sottolinea il presidente regionale dell’Anva, Dario Domenichini: “Questa incertezza ha bloccato gli investimenti” in un momento in cui, “con la crisi che c’è, non è che ne avessimo proprio bisogno“. Con l’intesa in Conferenza Stato-Regioni, “ora possiamo dire che il rischio è stato scongiurato – aggiunge Domenichini- e sono stati riconosciuti i diritti dei nostri operatori“. In ogni caso, “avremmo preferito poter dedicare tutto questo tempo a pensare a come risolvere i problemi nei nostri mercati e a come riportarci i consumatori – conclude il presidente regionale – altrimenti, Bolkenstein o meno, ci ritroveremo con molti più posteggi nei mercati e nelle fiere che ambulanti disposti ad occuparli“.

Come Confesercenti, a cui l’Anva è associata, “ci siamo dati da fare il più possibile per tutelare gli operatori – assicura Bollettinari – la loro professionalità, la continuità dell’attività ed il servizio al consumatore“, di fronte al rischio di una “liberalizzazione selvaggia”. Detto questo, “diamo atto del lavoro svolto dalla Regione Emilia-Romagna, in accordo con le altre Regioni – aggiunge il direttore di Confesercenti – per arrivare a questo risultato“. A questo punto “abbiamo fatto un passo importantissimo ma dobbiamo continuare a seguire questa tematica“, continua Bollettinari, sottolineando che “abbiamo riaffermato il principio di legalità e di corretta concorrenza tra chi compete sul mercato“. Però contro l’abusivismo c’è una “battaglia ancora lunga” da combattere, avverte il direttore.

Si è raggiunto “un risultato molto importante – conferma Paola Castellini, responsabile del servizio Commercio della Regione – perchè mette in salvaguardia le concessioni esistenti per un periodo abbastanza lungo“. A questo punto, “con le Regioni stiamo lavorando ad un documento da mandare alla Conferenza dei presidenti“, spiega Castellini, così da predisporre una circolare che “chiarisca tutti gli aspetti”: in occasione del convegno di ieri, in effetti, sono state numerosissime le richieste di chiarimento dagli operatori.

Soddisfatta del risultato raggiunto sulla Bolkenstein anche Nadia Monti, assessore al Commercio e al Turismo del Comune di Bologna. “Non c’è stata attenzione da parte del Governo centrale verso un comparto che riteniamo di centrale importanza“, afferma Monti, parlando di un “percorso lungo, travagliato e complesso” che ha determinato “molta incertezza, elemento che funge da deterrente per gli investimenti”. Eppure i venditori ambulanti sono “veri e propri imprenditori”, sottolinea l’assessore, “un comparto che ha contribuito allo sviluppo economico del nostro territorio”. I criteri definiti per le assegnazioni ora “ci rendono certi di un rinnovo garantito”, aggiunge Monti, così si è “salvaguardato il lavoro, la professionalità e gli investimenti di tanti operatori sul nostro territorio”. A questo punto, Monti assicura agli operatori un “percorso chiaro e strutturato” con l’amministrazione. Secondo i dati dell’osservatorio sul commercio del ministero dello Sviluppo economico, aggiornati al 30 giugno, sono 9.939 gli operatori presenti in regione (3.310 solo nel settore abbigliamento e tessuti): 1.860 a Bologna, 785 a Ferrara, 988 a Forlì, 1.416 a Modena, 708 a Parma, 725 a Piacenza, 1.198 a Ravenna, 918 a Reggio Emilia, 1.341 a Rimini.

[Fonte Agenzia Dire]