le gamberi foods

Forlì ha anche lo sponsor. Le Gamberi Foods, società forlivese, legherà il suo marchio per tre anni al basket di casa nostra. Ad annunciarlo è la stessa società di via Zuelli e del presidente Giorgio Grazioso. Dopo due anni con il marchio MarcoPolo,
che resterà comunque nel basket di casa anche se non come sponsor principale, e diversi anni con quello VemSistemi (negli anni di B1) i colori biancorossi porteranno in giro per l’Italia la ditta delle sorelle Gamberi (Marisa e Marina). I tesselli ora sono chiusi. Buono anche l’avvio della campagna abbonamenti nonostante la stagione disgraziata appena buttata alle spalle. Segno che l’Orgoglio Forlivese – lo slogan lanciato dalla FulgorLibertas – non si è assopito ma anzi sta trovando nuova forza. In amichevole Forlì ha battuto l’Upea Capo d’Orlando per 71 – 68.

Che azienda è le Gamberi Foods? Siamo andati nel loro sito ed ecco la loro presentazione:

Noi, le sorelle Gamberi, due donne un po’ fissate sul voler essere magre a tutti i costi, come tante. Il problema del sovrappeso, comune a molte persone. Quindi diete, poi ancora diete, e fame. Una settimana di dieta per perderete qualche etto, un’uscita a cena per aumentare di un chilogrammo. Abolite le cene fuori. Discriminazione. Fame, tristezza, malumore. Pochi i negozi in cui vestire oltre la taglia 44. D’obbligo i negozi “taglie forti”. Altra discriminazione. Drastica decisione: “elimino i carboidrati”. Quindi niente più dolci, pasta, pane e pizza. Tanto parlare della dieta “Atkins”: carne e grassi a volontà. I primi esperimenti. Funziona. Ma difficile resistere nel tempo mangiando solo carne e grassi. E quando il desiderio di carboidrati diventava insopportabile si ricadeva nel solito baratro. Mangiarne. Con sempre maggiori sensi di colpa per la poca forza di volontà. Perciò ancora digiuni alternati ad abbuffate. Peso sempre in aumento. Mancava quell’alimentazione tradizionale a cui la nostra società ci ha abituati composta da pasta, pane e soprattutto dolci vari per saziare vuoti causati da mille motivi. 

Continuarono  perciò i nostri tentativi, fino a che riuscimmo a mettere insieme qualcosa di analogo ai carboidrati  che potesse sostituire quei prodotti farinacei ormai forzatamente abbandonati ma mai dimenticati. Chiedemmo all’amico cardiologo Prof. Franco Rusticali cosa pensasse di questo tipo di alimentazione. Risposta decisa: “Va bene. Mangiamo tutti troppi carboidrati”. Da qui l’inizio, un inizio pieno di speranze condiviso con amiche come noi in sovrappeso ed affamate. Ed ecco i primi simil-panini, le prime simil-paste, i primi simil-biscotti e simil-tutto: croissant, pizze, crostini, cracker, grissini, plum cake, cioccolata e quant’altro. Prodotti con un irrilevante contenuto di carboidrati composti da proteine vegetali e fibre vegetali. Prodotti aglucidici. Ottimi anche gli alimenti che insieme a questi prodotti si potevano mangiare: carni, pesci, insaccati, formaggi stagionati, burro, panna, mascarpone…. Tutto diverso, tutto strano, tutto nuovo… ma buono!. Finalmente  si tornò a vivere una vita normale. Mai fame. Forse un po’ insolito” quel sacchettino di “simil-carboidrati” che sempre ci accompagnava, anche quando andavamo serenamente a cena con gli Amici.  

Ma calavamo. E mangiavamo. E calavamo. Era facile: niente più fame, niente più diete, niente più arrabbiature, niente più sensi di deprivazione.  Dopo qualche tempo avevamo perso quell’odiato grasso di troppo che aveva lasciato il posto a un costante e continuo buonumore ed a un’autostima in costante aumento. Il percorso per dimagrire era stato la realizzazione di un sogno. Eravamo dimagrite e  a quel punto potevamo tornare a mangiare normalmente, ma avevamo imparato come sa lavorare il nostro corpo e cosa dovevamo fare per mantenere il tanto agognato obiettivo raggiunto. E finalmente, vedendo una vetrina, ritrovammo la gioia di  poter entrare nel negozio certe di trovare la nostra taglia. Noi eravamo talmente entusiaste di tutto ciò che oramai, sollecitate da domande poste da chi ci conosceva e notava il nuovo aspetto, non parlavamo quasi d’altro. Le parole viaggiarono veloci quanto la luce fino al momento in cui, dovunque andassimo, chi ci incontrava ci chiedeva informazioni.

Costanti e continue richieste  di procurare un po’ di quel cibo. Così arrivò l’idea di inventare un nuovo mestiere: fornire alle persone che come noi erano affamate,  tristi e insoddisfatte  cibo che permettesse loro di effettuare un percorso analogo, Era arrivato il momento di fornire alle persone prodotti  che consentissero di mangiare e dimagrire. E visto che era nato anche tutto un mondo di curiose scoperte legate all’eliminazione dei carboidrati e all’utilizzo di questo cibo si è incaricata l’Università degli Studi di Padova – Facoltà di Medicina e Chirurgia – di eseguire studi e sperimentazioni in merito all’utilizzo di questo regime alimentare per dimagrire. La consulenza scientifica è stata assegnata  al  Prof. Antonio Paoli dell’Università degli Studi di Padova. In quel momento è nato Le Gamberi Foods. Successivamente abbiamo arricchito il nostro marchio con la bellissima espressione, “I fiori della Vita” che raccoglie un importante messaggio: “Tutto quello che è in quest’alimentazione sarebbe stato, sarebbe, o sarebbe diventato un fiore.” regalataci dal grande Poeta Tonino Guerra. Da quel momento sono passati dieci anni, abbiamo aperto altri negozi e altri sono in apertura. La nostra crescita è avvenuta e continua solamente perché abbiamo  realizzato il sogno di  tante persone che di noi hanno parlato con entusiasmo ad altre persone che hanno parlato ad altre persone… E questo quando, utilizzando i nostri prodotti, hanno scoperto che finalmente è possibile mangiare e dimagrire.