“Poi venne la fiumana” di Palmiro Capacci

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Giovedì 7 giugno, alle ore 21,00 nella sala assemblee della Circoscrizione 1 (Piazzale Foro Boario 7 a Forlì) Pietro Caruso, Marco Viroli e Gabriele Zelli presentano “Poi venne la fiumana” di Palmiro Capacci. Sarà presente l’autore. Durante il corso della serata saranno proiettate immagini storiche di Santa Sofia e Civitella a cura di Gerardo Ghini. 

“Poi venne la fiumana” è uno dei libri più suggestivi e coinvolgenti sulla cultura contadina dell’Appennino romagnolo, con pagine colme di ricordi e di tenerezze, di drammi e di scoperte del mondo, di feste, di amicizia e di lotta: un libro straordinario perché nato dalle dirette esperienze dell’autore, impegnato a scrivere – assai più che pagine di sociologia contadina – l’epopea insieme umile e potente della sua gente. Passano così nel libro personaggi memorabili, i giorni della guerra e della Resistenza, i lavori durissimi dei contadini su scoscendimenti avari, l’eterna storia dei sentimenti e degli affetti, infine i detti e i proverbi di una sapienza millenaria: tutta la vita delle genti dell’Appennino, insomma, tramata in giorni e anni sempre simili tra loro, come è proprio delle classi umili, strette nel carcere di un tempo circolare, senza sviluppo… fino a che la fiumana non strappi la casa dai calanchi e la trascini giù giù fino alla pianura e alla città.

Palmiro Capacci, penultimo di sette fratelli, è nato da genitori provenienti dalla zona di Seguno-Cigno il 10 aprile 1955 (giorno di Pasqua), nel podere Favale (Favel), località Francia (Fréncia), frazione di Cusercoli, in Comune di Civitella di Romagna. Sei mesi dopo la nascita, la famiglia fece “San Martino”,  trasferendosi nel podere Fasfino nella parrocchia di San Giovanni in Squarzarolo, che gravitava sempre su Cusercoli; infine nel 1964, la sua famiglia, trascinata dalla fiumana, si arenò in un orto collocato entro la città di Forlì. La sua madre lingua è il dialetto romagnolo. Lingua acquisita: l’italiano. Quello che ha fatto dopo esula dall’argomento trattato in questo scritto, anche se ne ha fortemente contrassegnato la stesura. Al termine brindisi con vino e ciambella.

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Classe 1963, diploma in Ragioneria, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti dal 1994. Appassionato di giornalismo e social network ha collaborato come giornalista pubblicista per la Gazzetta di Forlì, per la Gazzetta dello Sport, Corriere di Forlì, Forlì&Forlì e dal 2000 fino ad aprile 2013 per Il Resto del Carlino di Forlì. Da luglio 2011 è direttore di 4live.