incidente notturno

In Italia l’unico organismo che si interessa, con professionalità e competenza, della sicurezza stradale è l’ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale) che ha sede proprio a Forlì. Un gruppo di lavoro, diretto da Giordano Biserni, che non abbassa mai la guardia su un problema che soprattutto in Italia presenta conti salatissimi – è brutto dirlo ma occorre farlo – sotto l’aspetto del costo sociale. L’Asaps sforna quasi quotidianamente statistiche interessantissime. L’ultima, freschissima (certo non come i rapporti ministeriali che spesso arrivano, quando arrivano, a distanza di un anno) e molto documentata riguarda le cosiddette stragi del sabato sera o del fine settimana.

Hanno posto da sempre una serie di inquietanti interrogativi – spiega l’ASAPS in merito alle stragi del sabato sera – ai quali sono conseguite ripetute e mirate iniziative di contrasto da parte delle forze di polizia. Ma qual è la reale portata del fenomeno oggi? Si leggono dati strani e spesso approssimativi, per questo l’Osservatorio il Centauro – ASAPS da inizio 2012 ha voluto cercare di investigare la reale portata di questo fenomeno.

La scriminante per la raccolta dei dati da parte dell’ASAPS (fonte agenzie di stampa e i 600 referenti ASAPS sul territorio)  si è basata su due elementi peculiari. L’incidente doveva essere avvenuto nelle 16 ore notturne che vanno dalle 22 del venerdì alle 06 del sabato e dalle 22 del sabato alle 06 della domenica, le cosiddette 16 ore maledette che fanno segnare il picco massimo dell’indice della mortalità stradale con 454 vittime  e dei feriti (11.643)  pari al 45,4 % e 45,3 % della sinistrosità totale di tutte le notti della settimana (Fonte Istat 2010). Il secondo elemento peculiare per la raccolta dei dati  è stata l’età di almeno uno dei conducenti protagonisti,  che doveva avere fino al massimo di 30 anni. Nei primi 4 mesi del 2012  in un totale di 35 notti del fine settimana, l’Osservatorio ha registrato 119 incidenti significativi nei quali hanno perso la vita 81 persone  e 195 sono rimaste ferite. Fra le vittime mortali 21 avevano fino a 20 anni, 23 fino a 25, 16 fino a 30 e 17 oltre 30 (ma coinvolte in un sinistro che vedeva protagonista un giovane sotto i 30 anni). Quattro le età imprecisate. La maggior parte degli incidenti gravi si è verificata al nord con 65 sinistri pari al 55%,  con 18 episodi in Lombardia, 16 in Emilia Romagna, seguono il centro con 24  scontri (20%), 12 episodi nel Lazio e 10 in Toscana e il sud con 30 sinistri (25%), 10 in Sicilia e  9 in Puglia. 56 incidenti  (47%)  sono avvenuti nelle strade extraurbane (statali e provinciali), 46 (39%) nelle strade urbane, 17 nelle autostrade (14%). Nell’84% degli incidenti i giovani guidano autovetture. Nel 15% moto. Solo l’1% velocipedi travolti da altri veicoli.

L’ebbrezza alcolica o da stupefacenti è stata accertata con sicurezza solo in 13 casi pari al 11% (ma non è stato possibile verificare il risultato in tutti gli incidenti). Rimane però rilevante il dato che comunque le fuoriuscite per sbandamento sono state 58 su 119, in sostanza quasi nel 50% dei casi il conducente è andato  fuoristrada da solo. C’è da domandarsi quale sia il ruolo delle reali condizione fisiche dei conducenti, del sonno e la stanchezza in particolare. Otto giovani vittime erano straniere:  5 comunitari e 3 extracomunitari.

La proiezione dei primi 4 mesi ci porta a calcolare in circa 250-300 le vittime nell’anno di incidenti con giovani sotto i 30 anni, nelle sole due notti del fine settimana, anche tenendo conto che il mese di febbraio per le sue eccezionali nevicate ha di fatto paralizzato la mobilità notturna anche nei week-end del secondo mese dell’anno. In sostanza le vere “stragi” che coinvolgono i giovani sotto i 30 anni si attesterebbero intorno al 55-60% degli incidenti mortali delle 2 notti del fine settimana. Il resto della sinistrosità riguarda le fasce più adulte anche non connesse col fenomeno classico del nomadismo della notte verso i locali del divertimento, per altro in netta crisi.

L’analisi complessiva ci dice che il fenomeno degli incidenti dei giovanissimi delle notti del fine settimana,  pur ancora grave,  è stato molto ridimensionato  e che la mortalità stradale e dei giovani, oggi   riguarda anche altri orari della giornata e  altre  tipologie di  mezzi, in particolare le due ruote. Sarebbe quindi opportuna una attenta lettura dei dati  ai fini assicurativi. Anche l’area di elezione dello stragismo del sabato (e venerdì)  sera con netta prevalenza geografica al nord (riviera romagnola, riviera veneta, zone laghi), si sta ridimensionando, con una espansione di questa particolare tipologia di incidentalità anche al centro e pure al sud che (questa è  una novità) sta assumendo modelli del divertimento “esasperato” prima peculiari delle movide delle regioni settentrionali, per altro in una rete stradale anche più rischiosa per fondo stradale dissestato, lunghi rettilinei, molti attraversamenti a raso, meno rotonde, minor illuminazione. Le norme più severe e il contrasto all’alcol negli ultimi 5 anni hanno dato i loro pregevoli frutti, ma ora si deve insistere nei controlli alcolemici e degli stupefacenti insieme a  campagne di comunicazione mirate al pubblico giovanile di riferimento e non solo. Infatti nel conteggio degli incidenti della notte dei fine settimana vanno poi aggiunti tutti i sinistri che hanno come protagonisti conducenti over 30 anni. E sono tanti.

Giordano Biserni presidente ASAPS