Chiostro_di_San_Mercuriale Forlì

Lunedì mattina, il Nucleo operativo Radiomobile dei Carabinieri, guidato dal capitano Cristiano Marella, si è presentato, con tanto di provvedimento firmato dalla Procura, al Comando della Polizia Municipale di corso della Repubblica. Un intervento legato al degrado del Chiostro di San Mercuriale al fine di analizzare l’archivio degli interventi effettuati dalla stessa Polizia Municipale, la quale avrebbe dovuto monitorare il fenomeno per evitare questa incresciosa problematica. E qui la prima domanda sorge spontanea: il degrado urbano spetta solo alla Polizia Municipale? Il Chiostro è frequentato da tossici e balordi? E i Carabinieri? E la Polizia? Come mai da sempre hanno sottovalutato, insieme alla Municipale, il problema? Insomma questo apparente scarica barile non è molto chiaro. Il degrado non è un obiettivo di tutte le Forze dell’Ordine? Intanto si cercano le sanzioni contestate dalla Polizia Municipale al fine di tutelare lo storico angolo di Piazza Saffi. Insomma questa situazione fa intendere che per la Procura della Repubblica si sia stato fatto ben poco per controllare e arginare il fenomeno che ultimamente ha portato al degrado il Chiostro di San Mercuriale. Ecco il motivo per il quale il sostituto procuratore Alessandro Mancini ha disposto la chiusura dell’intera area al fine di far svolgere le indagini rilevando le prove che avrebbero portato al problema. Tra le accuse ventilate, ma da dimostrare, sembrano giungere alla omissione di atti d’ufficio per la Polizia Municipale. Potrebbero quindi finire nel registro degli indagati il comandante della Polizia Municipale Elena Fiore, il suo predecessore Giorgio Morrone, nonché il sindaco in carica Roberto Balzani.