«Come la solita mamma sempre incinta, riaffiorano questioni e personaggi in cerca di consensi localizzati, con “sconcertanti considerazioni”, prive di qualsiasi fondamento, che vogliono negare a Forlì il diritto di esistere e valorizzare un’infrastruttura dove sono stati investiti milioni di euro. A Confindustria Romagna lo sanno che l’aereo come mezzo di trasporto, sia di persone che merci, continua a crescere oltre ogni previsione? Lo sanno che l’Enac nel bilancio 2015 prevedeva nei successivi 20 anni il raddoppio del traffico aeroportuale, da 150 milioni a 300 e che nei due trascorsi le percentuali sono superiori alle stime? Lo sanno che Bologna ha chiuso il 2016 con 7.680.992 passeggeri +11,5%, movimentazioni di aerei +8% e merci +21,4%? Lo sanno che nei primi quattro mesi del 2017 l’incremento passeggeri è stato del 7%, la movimentazione aerei +3% e le merci +8,6%? Lo sanno che nel 2015 Sab affermava: ”… le infrastrutture consentono una capacità massima di 7,5 milioni di passeggeri e il traffico ha già raggiunto i 6.6 milioni ?”. Lo sanno che di questo passo, a fine anno, supereranno di molto gli 8 milioni di passeggeri? Lo sanno che Bologna da anni è costretta a seguire progetti di ampliamento e riqualificazione che non potranno mai sostenere l’eventuale prospettiva di raddoppiare i volumi? Dove li mette il “Marconi” 13 milioni di passeggeri? Perché si continua a negare l’evidenza?
Nel Master Plan 2009-2023 di Sab, diviso in tre fasi si investono a Bologna centinaia e centinaia di milioni euro e nel Contratto di programma (2016/2019) tra Sab/Enac ci sono investimenti per 112,4 mil. di €.
In Regione fanno finta di nulla, eppure dicono: “Nel 2014 si sono conclusi i lavori di riqualificazione ed ampliamento che hanno comportato un incremento degli spazi di 5.360 mq (per un totale di 45.890 mq) e il restyling dell’80% delle aree esistenti, aumentando in tal modo la capacità complessiva dello scalo a 7,5 milioni di passeggeri annui“.
A Confindustria Romagna lo sanno che o si crea un sistema regionale con tutti gli aeroporti (Bologna, Rimini, Forlì e Parma) o si decide di rinunciare volontariamente nei prossimi anni a sviluppare turismo, attività culturali, produttive e commerciali (tradotto per chi non comprende: lavoro. Milioni di passeggeri andranno altrove mentre in Emilia Romagna, soprattutto in Romagna, si continua a fare un’idiota guerra dei campanili.
D’altronde gli aeroporti di Forlì, Rimini e Parma quanti passeggeri potranno mai sostenere? Anche nelle più rosee previsioni hanno dei limiti strutturali, quindi ci sarà da lavorare per tutti.
A Confindustria Romagna lo sanno che, prima di chiudere, Aeardria aveva avuto da Enac la disposizione di non superare i 700.000 passeggeri per macroscopiche carenze delle infrastrutture? Una visione miope, non scoordinata ed autolesionista della politica regionale per le infrastrutture aeroportuali già attrezzate, anche se all’aeroporto di Parma sono stati regalati 12 milioni di euro. Perché in Emilia Romagna non si riesce a fare sistema come in Puglia, Veneto, Toscana, ecc.? Perché chi ha interessi a Rimini vuole boicottare il resto della Romagna? Bologna e Rimini da soli dove vanno? I dati e le statistiche fornite anche dall’Associazione Albergatori di Ravenna parlano chiaro, negare anche questa evidenza vuol dire essere degli sconsiderati o, ancor peggio, in malafede».

Mario Peruzzini presidente del Comitato di sostegno e sviluppo aeroporto Forlì