«Nell’ultimo mese abbiamo assistito alla deprecabile virata del Pd verso posizioni razziste, anche attraverso l’adozione di provvedimenti liberticidi: per non lasciare spazio alle destre nazionaliste, ne è diventato parte integrante. Il percorso si apre il 12 aprile con l’approvazione dei decreti Minniti-Orlando. Andrea Orlando, ministro della Giustizia dell’attuale Governo sostenuto dal partito di Matteo Renzi, nonché ex-candidato alle primarie del Pd, è il cofirmatario dei provvedimenti che marginalizzano i soggetti più deboli e a rischio, spesso migranti, trasformandoli in criminali.
Un’ulteriore conferma di questa deriva è stata fornita dalla lacunosa legge, ora al vaglio del Senato, sulla legittima difesa la quale deresponsabilizza i cittadini nell’uso delle armi, legittimando, contro qualsiasi concezione di diritto, l’omicidio in caso di introduzione nel privato domicilio che provochi un turbamento psicologico. La dichiarazione, poi, di Debora Serracchiani, componente della segreteria del Partito Democratico, che sminuisce la gravità degli atti di stupro e violenza se commessi dai connazionali definendo quelli, invece, perpetrati dagli immigrati più inaccettabili conferma, semmai ce ne fosse bisogno, la disdicevole deriva xenofoba e sessista intrapresa dal Partito della Nazione.
Rifondazione Comunista è da sempre accanto ai percorsi di reale integrazione che hanno dato vita a virtuosi circoli economici, in particolare nelle città del Mezzogiorno, anche contrapponendosi al caporalato delle organizzazioni mafiose. Sono un esempio le esperienze di Riace e delle città della Rete dei Comuni Solidali che sono sfuggite all’abbandono grazie ai progetti inclusivi realizzati con le amministrazioni locali. Da antifasciste e antifascisti, siamo disgustati dallo scenario che si è delineato in questi ultimi mesi. Aderiamo alla piattaforma “No One is Illegal”, costituitasi a Milano, che si mobiliterà il 20 maggio contro i decreti Minniti-Orlando e chiediamo, pertanto, alle amministrazioni locali e al sindaco di Forlì, Davide Drei:
• il riconoscimento della residenza alle persone aventi dimora abituale nel territorio comunale, ma impossibilitati, perché in difficoltà socio-economica, a trovare un alloggio (ciò permetterebbe l’accesso a servizi di base quali scuola, sanità, lavoro e welfare in genere);
• nuovi investimenti nei servizi per l’inclusione sociale e la salute per l’intera cittadinanza, a partire dalla garanzia di accesso universale ai servizi per l’infanzia;
• l’impegno formale e pubblico a non esercitare nessuno dei nuovi poteri conferiti ai sindaci dai “Decreti Minniti” sia nei confronti dei migranti che degli autoctoni».

Chiara Mancini Rifondazione Comunista Forlì