petrolio trivellazione

Al momento nessuna trivellazione del territorio provinciale è autorizzata alla società ‘Po valley energy pty ltd“: lo afferma il parlamentare romagnolo Marco Di Maio, dopo aver ottenuto oggi risposta all’interrogazione che aveva presentato su possibili trivellazioni del territorio forlivese e cesenate concesse ad una società australiana. “Non ci sono i permessi non solo per fare trivellazioni, ma nemmeno per compiere i sondaggi esplorativi – spiega il deputato – per poterlo fare serviranno altre autorizzazioni, la valutazione di impatto ambientale e l’intesa della Regione. ll ministero, poi, mi ha garantito che nell’eventuale procedura di autorizzazione da parte delle autorità nazionali competenti, saranno tenute nella dovuta considerazione i rilievi delle istituzioni locali e dei cittadini“.
La risposta è arrivata da parte del vice ministro dello sviluppo economico, Ivan Scalfarotto, che ha formalmente replicato all’interrogazione che il parlamentare forlivese aveva depositato nelle settimane scorse. Si rappresenta – ha detto il viceministro Scalfarotto – che il rilascio di un permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi avviene a seguito di un procedimento unico al quale, ai sensi della legge, partecipano le amministrazioni statali e regionali interessate“.
Scalfarotto ha inoltre chiarito, rispondendo alla richiesta di esplicitare l’iter autorizzativo seguito fin qui, che “i Comuni interessati sono stati sentiti in primo luogo dalla Regione Emilia-Romagna” prima di arrivare all’adozione della delibera del 2013 che diede la prima autorizzazione e che la comunicazione sull’avvio del procedimento riguardante la ‘Po valley’ è avvenuta mediante avvisi “pubblicati presso la Regione, la Provincia di Forlì-Cesena, i Comuni di Cesena, Bertinoro, Forlimpopoli, Forlì e Meldola“.
Il ministero quindi precisa che “con la nota del 9 febbraio 2017 ha dato comunicazione ai detti Comuni dell’avvenuta emanazione del decreto di conferimento del permesso di ricerca ‘Torre del moro’. Con il decreto di conferimento è stato approvato il programma dei lavori che deve prevedere in via solo programmatica la perforazione di un sondaggio esplorativo consequenziale ad un’attività, ad esito positivo, di indagine geologico e geofisica”.
Quindi il chiarimento più importante: “Allo stato – ha detto Scalfarotto – la società non può procedere alla perforazione di alcun sondaggio esplorativo, la cui esecuzione potrà avvenire solo a valle di uno specifico procedimento istruttorio che prevede, tra l’altro, l’acquisizione della valutazione di impatto ambientale e l’intesa della Regione“.
Insomma anche il solo sondaggio esplorativo non è ancora stato autorizzato ma è subordinato a valutazione di impatto ambientale e all’intesa con la Regione. In ogni caso il ministero, attraverso il viceministro Scalfarotto precisa che “nell’ambito dell’ulteriore procedura di autorizzazione, compresa quella di via, finalizzata alla perforazione del sondaggio esplorativo si terrà conto di tutte le problematiche ambientali eventualmente rilevate, nonchè delle opposizioni alla perforazione medesima avanzate dalle istituzioni e/o dai comitati locali dei Comuni medesimi“.