«Quando all’incompetenza si aggiunge l’arroganza il risultato è disastroso. Ed è questo quello che è avvenuto con la riorganizzazione delle istituzioni territoriali ad opera del Partito Democratico e del Governo Renzi. La Provincia e l’Unione dei Comuni hanno competenze sempre più nebulose e intricate. Invece di semplificare, le ‘deforme’ di Renzi hanno burocratizzato le procedure e aumentato i disagi per i cittadini e i lavoratori. Con il groviglio di norme che sono state create, le risorse sono sempre più scarse e si è, di fatto, abolita ogni forma partecipativa e democratica dei due livelli istituzionali. Siamo perciò al disastro: più sprechi e meno democrazia.
Come uscirne? Forse la strada più semplice e veloce sarebbe, da un lato, quella di restituire il potere ai cittadini affinché eleggano i Consigli provinciali e di attribuire alle Province le competenze e le risorse necessarie per coordinare i servizi a livello ‘sovracomunale’. Dall’altro, occorrerebbe procedere all’abolizione totale dell’Unione dei comuni, luogo in cui albergano immobilismo, sprechi, inefficienze ed ‘inciuci’ tra partiti al potere, sui quali i cittadini non riescono ad esercitare alcun controllo. I sindacati hanno, pertanto, ragione a protestare per i disagi e per le promesse non mantenute. I Sindaci dei Comuni del comprensorio, a partire da quello di Forlì, dovrebbero, d’altro canto, ammettere che è stato un grave errore modificare l’assetto istituzionale senza il consenso dei cittadini e che sarebbe meglio riconsiderare completamente le scelte effettuate in questi anni invece di perseverare, con arroganza, nell’errore».

Chiara Mancini Segretaria di Rifondazione Comunista Forlì