È in corso un acceso dibattito all’università di Bologna, riguardo la nuova legge di Bilancio proposta dal rettore che, tra le varie novità, comporterebbe un aumento della tassazione accademica, in particolare per gli studenti appartenenti alle fasce di reddito più alte. Protagonisti di tale lotta al rincaro sono appunto gli studenti, e a farne da portavoce sono i membri dei collettivi che assolutamente vogliono scongiurare il pericolo di un aumento delle tasse. Sono diverse le ipotesi al vaglio per ridefinire la tassazione universitaria e per questo gli stessi studenti in protesta non hanno ancora stabilito una posizione definita riguardo tale questione.

Quel che è certo è che non sarà accettato un aumento delle tasse, in particolare a scapito degli studenti fuori sede o appartenenti al ceto medio. La discussione è stata portata all’attenzione del consiglio studentesco il 17 marzo ma il confronto tra le parti in gioco è ancora in corso. La finanziaria proposta dal rettore prevedrebbe anche una fascia non tassabile per studenti con Isee al di sotto dei tredicimila euro ed un contributo dall’ammontare univoco. La tassa di laurea sarebbe accorpata nel contributo e questo, unitamente alla “no tax area” precedentemente descritta, comporterebbe un grosso calo degli introiti, che andrebbe compensato aumentando la tassazione imposta agli studenti dal reddito più elevato.

Quindi sono al vaglio queste due diverse possibilità: da un lato imporre un contributo univoco, che agevolerebbe chi in questo paga tasse più elevate, oppure una maggiore tassazione indirizzata solo alle fasce di reddito più elevate. La discussione naturalmente interessa anche i direttori di dipartimento, che evidenziano diversi aspetti della questione, in particolare legati alla realtà dell’università di Bologna: c’è chi sottolinea come l’ateneo bolognese imponga tasse inferiori a numerosi altri atenei, ma che d’altro canto Bologna è una città in cui il costo della vita è molto elevato; altro aspetto che viene evidenziato è come un aumento indirizzato alle fasce di reddito più alto sia un modo per tutelare gli studenti con reddito minore e che le cifre dell’aumento siano comunque inferiori ai 100 euro annui. Ad ogni modo la questione è ancora aperta, e l’opinione degli studenti dovrà necessariamente essere tenuta in considerazione prima di una decisione definitiva.

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Classe '88, studioso di Comunicazione e dinamiche del Web anche dopo aver conseguito il “pezzo di carta”, seguo un percorso formativo ibrido che mi consente di acquisire nozioni umanistiche e competenze tecnico-informatiche. Nell’anno 2009 vengo rapito dal mondo dell’ottimizzazione per i motori di ricerca e più in generale da tutto quello che riguarda Marketing e Advertising sul web. Passo più o meno 14 ore al giorno davanti un dispositivo multimediale per lavoro, studio e aggiornamento, ancora lavoro.