archivio storico

La storia d’Italia sta tutta in quella dei suoi municipi“: la frase scritta da uno dei padri fondatori dell’archivistica italiana, Francesco Bonaini (Livorno 1806 – Collegigliato 1874), ci ricorda che gli archivi comunali sono i principali detentori della memoria del nostro paese. Una memoria spesso trascurata, nonostante le precise norme legislative che tutelano gli archivi storici e che sanzionano le inadempienze delle amministrazioni in materia. Non aiuta certo la difficile congiuntura economica che assottiglia le già scarse risorse destinate alla cultura. In questo quadro piuttosto fosco, le iniziative volte al recupero e alla valorizzazione degli archivi storici assumono una rilevanza eccezionale, sia per lo sforzo di ottemperare agli obblighi di legge, sia per la scelta di investire in un bene, la cultura, che non ha ricadute materiali immediate, ma è investimento fondamentale per la crescita di una società civile. “È questo il caso di Dovadola – dichiara il sindaco Gabriele Zellidove è stato portato a termine il riordino dall’archivio storico, disponendolo così a una corretta conservazione nel tempo e alla fruizione da parte del pubblico interessato alle vicende del nostro territorio“.
Il lavoro, iniziato nell’aprile dello scorso anno, è stato effettuato dagli operatori della cooperativa Ebla per una spesa di 6500 euro ed ha interessato la documentazione prodotta dall’amministrazione comunale dal 1951 al 1973. L’intervento è consistito nel riordino fisico delle carte e nella descrizione delle unità e delle serie archivistiche tramite un software dedicato. L’archivio finalmente ordinato è stato corredato di un inventario in formato elettronico, la cui versione a stampa è a disposizione dei ricercatori e degli storici. Tale strumento integra l’inventario della documentazione prodotta fino all’anno 1950 compilato nel corso di un precedente intervento archivistico svolto nel 1994. Con la conclusione del lavoro di riordino e descrizione dell’archivio storico, il Comune di Dovadola mette a disposizione un indispensabile strumento per la conoscenza della storia di una collettività attraverso la possibilità di consultare e studiare le carte prodotte dall’amministrazione dalla metà del 1800 al 1973. Si potrà così fare ricerca all’interno del vastissimo carteggio: consultare i fascicoli dell’Ufficio di Leva e quelli dello Stato civile; studiare i progetti dell’Ufficio tecnico per la realizzazione degli edifici pubblici, delle strade, dei ponti; ripercorrere la storia politica di Dovadola attraverso le carte dei podestà e dei sindaci, le delibere e le discussioni della Giunta e del Consiglio comunale. Inoltre il riordino effettuato dagli archivisti della cooperativa Ebla ha fatto emergere altre fondamentali carte al servizio della memoria Dovadola. L’archivio dovadolese, al pari della maggioranza degli archivi analoghi, conserva anche archivi “aggregati”, ossia fondi prodotti da enti diversi pervenuti al Comune nel corso del tempo. Si tratta di archivi di enti assistenziali, quali l’Ente comunale di assistenza (ECA), l’Opera nazionale Maternità e Infanzia (ONMI); enti sanitari, come il Consorzio veterinario di Dovadola, Castrocaro Terme e Terra del Sole, l’Ufficiale sanitario; altri enti di diversa natura (Società anonima cooperativa di produzione lavoro, Patronato scolastico, Ufficio di collocamento ed altri). In definitiva, in ragione di questo intervento di riordino e valorizzazione, l’archivio storico di Dovadola oggi bene risponde alla sua funzione di bene culturale e pubblico.